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Linea guida 6: Il sale? Meglio poco

Una volta il sale era prezioso, costava tanto: da qui il termine “salario”, che nell’antica Roma veniva spesso pagato, appunto, con del sale. Il sale lo usavamo perché prima del frigorifero era uno dei pochi modi per conservare gli alimenti. Ma a noi non serve tutto questo sale in più, potremmo benissimo farne a meno. Questo sale “inutile” serve solo ad alzare la pressione, quindi ad aumentare il rischio di malattie cardiovascolari (più tumori dello stomaco e osteoporosi).

Ma dove si nasconde il sale? E come disintossicarci? Scopriamolo insieme.

 

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Al nostro organismo basta appena mezzo grammo di sodio al giorno, che può trovare tranquillamente negli alimenti che mangiamo.

Ciascuno di noi, però, gliene dà circa dieci volte di più.

La ragione è semplice: siamo abituati ad aggiungere sale – cloruro di sodio – a moltissimi cibi.

 

  • LEI: Fermo!
  • LUI: Mi hai fatto prendere un colpo.
  • LEI: è per il tuo bene. Troppo sale fa salire la pressione.
  • LUI: Lo so, ma sennò la pasta è sciapa.
  • LEI: La salute, innanzitutto.

 

Troppo sale nella dieta può favorire l’aumento della pressione arteriosa, quindi del rischio di malattie dei vasi sanguigni, del cuore e dei reni, oltre che di tumori allo stomaco e, probabilmente, osteoporosi.

 

  • LUI: E allora preferisco non mangiarla, la pasta. Torna a vedere la televisione e lasciami preparare qualcos’altro in santa pace.

 

Dovremmo tutti ridurre il consumo di sale, sia a tavola che in cucina. E quel sale dovrebbe comunque essere iodato. L’aggiunta di iodio non ne altera il sapore, e permette di prevenire o curare una carenza molto diffusa in Italia, che è causa di cattivo funzionamento della tiroide.

 

  • LEI: Allora, che cos’hai preparato di buono?
  • LUI: Antipastino di olive, crostini in brodo, un bel piatto di formaggi.
  • LEI: Tanto valeva che tu facessi la pasta.
  • LUI: Vuoi dire che la mia cena è peggio di un piatto di pasta sciapa?
  • LEI: Voglio dire che c’è un sacco di sale.
  • LUI: Ma se non ce ne ho messo neppure un pizzico.
  • LEI: Senti un po’ che cosa dicono le linee guida dell’Inran: oltre metà del sale che consumiamo ogni giorno è “nascosta” nei prodotti che acquistiamo. La maggior parte è nel pane e nei prodotti da forno come biscotti e cracker. Non perché siano salatissimi, ma perché li mangiamo tutti i giorni. Soprattutto tu.
  • LUI: Possibile? Fammi un po’ vedere. Aha, ma leggi qui, c’è anche quello che mangi tu: merendine, cornetti e soprattutto cereali da prima colazione.
  • LEI: E quali sono gli alimenti più ricchi di sale? Quelli dei tuoi aperitivi: olive, prosciutto, salame, mozzarella, formaggi.
  • LUI: Ma anche patatine e ketchup, figuriamoci quando sono insieme!
  • LEI: … E il dado con cui hai preparato il brodo stasera.
  • LUI: Va beh, se non dobbiamo mangiare più, ditelo.

 

In realtà, non c’è bisogno di rinunciare del tutto al sale o ai cibi salati. Ci basterebbe dimezzarne il consumo. Se, infatti, non forniamo al nostro organismo più di 2,4 grammi di sodio al giorno, corrispondenti a 6 grammi di sale, i rischi per la salute restano molto piccoli.

 

  • LUI: Metà del sale è meglio di niente, ma vuol dire comunque mangiare sciapo.
  • LEI: Ma no. Basta ridurre sale e cibi salati un po’ alla volta, e ci si abitua.
  • LUI: A soffrire in silenzio?
  • LEI: Così rieduchi il gusto: nel giro di un paio di mesi quello che oggi ti sembra sciapo, ti sembrerà bello saporito. Ti sei accorto che nel pane che mangiamo oggi c’è meno sale di un anno fa?
  • LUI: Ah sì? Ma qualche aiutino non ci sarebbe?
  • LEI: Puoi dare sapore con erbe aromatiche. Vediamo… aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo, semi di finocchio…
  • LUI: Si comincia a ragionare.
  • LEI: E poi ci sono le spezie: pepe, peperoncino, noce moscata, cannella…
  • LUI: Meno sale, più sapori!
  • LEI: A proposito, l’aceto e il succo di limone permettono di gustare lo stesso sapore con la metà del sale.
  • LUI: Ci provo… Vai, vai.
  • LEI: Che schifo, non sa di niente! Papà, ti avevo detto di mettercene un po’ meno, non di non mettercelo per niente.
  • LEI: E poi, almeno una spolverata di parmigiano...
  • LUI: Ma lo sai quanto sale c’è nel parmigiano? Vuoi che ci venga la pressione alta?
  • LEI: Dammi la saliera!
  • LEI: è vuota.
  • LUI: Certo. Ho buttato tutto il sale che avevamo in casa.
  • LEI: Ma sei impazzito?
  • LUI: è meglio farla finita subito, come con le sigarette. Un taglio e via.
  • LEI: Brutto disgraziato!
  • LEI: Beh, un tantino sciapa è.
  • LUI: Trovi? Io devo essermi già abituato.

 

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C’è una cosa bellissima della tradizione mediterranea alla quale però dobbiamo stare attenti: il vino. Quindi, gli alcolici, di cui ci parla la prossima linea guida.

 

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