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L'alcol è una sostanza estranea all'organismo, che solo entro certe quantità può essere tollerata senza incorrere in rischi anche elevati per la salute. E non da tutti. Anche se alcuni studi hanno mostrato che bere piccole quantità di alcol potrebbe avere un effetto protettivo sulle malattie del cuore, non bisogna dimenticare, al contrario, che anche piccole quantità di alcolici possono aumentare i rischi di cancro ed avere effetti negativi su altri organi.

 

Chi può bere, chi non può bere.
Il consumo di alcolici, in quantità moderate, può essere permesso solo alle persone sane di età superiore a 16 anni. L'alcol interferisce con la crescita e lo sviluppo psicofisico a tutte le età del bambino, ed è per questo vietato fino al termine dello sviluppo: bambini e ragazzi fino a 16 anni non devono quindi bere alcolici. Per gli stessi motivi e perché l'alcol passa la barriera placentare e si ritrova nel latte, devono astenersi dal consumo le donne in gravidanza ed in allattamento. Oltre tutto le calorie dell'alcool aggravano inutilmente il problema emergente dell'aumento di peso. Gli anziani, anche se in buona salute, dovrebbero bere meno degli adulti, dato che il loro organismo comincia a metabolizzare di meno un po' tutto e l'alcool non fa eccezione.

 

Quanto si può bere.
Non esiste un consumo "sano" di bevande alcoliche, per cui si può parlare solamente di consumo responsabile, livelli di consumo ai quali la scienza ha dimostrato che si corrono i minori rischi possibili. Ove la scienza produca risultati incerti o contraddittori, come nel caso dell'alcool, è opportuno infatti applicare il principio di precauzione per la salvaguardia della salute del consumatore. Le Linee Guida sull'alcool della regione europea sono abbastanza simili a quelle italiane ed indicano in 2, al limite 3 Unità Alcoliche per l'uomo, 1-2 per la donna, 1 per gli anziani, il consumo responsabile. Per Unità Alcolica si intende una quantità di alcol corrispondente a 12 grammi (un bicchiere di vino a media gradazione, oppure una lattina di birra a media gradazione oppure un bicchierino di superalcolico da 40 ml). Prova il SoBere?
Alla luce dei risultati della ricerca scientifica però e per il principio di precauzione precedentemente esposto, in alcuni Paesi il limite del bere responsabile è stato portato a 1-2 Unità Alcoliche per l'uomo e una per donne e anziani, consumo al quale probabilmente verranno adeguate le Linee Guida degli altri paesi.

 

Si beve durante i pasti, mai a stomaco vuoto.
Come da tradizione alimentare mediterranea, se si beve è opportuno farlo ai pasti. Lo stomaco pieno ritarda infatti l'assorbimento dell'alcol da parte dell'intestino, e quindi ne attenua un po' l'irritazione delle mucose e gli effetti sull'ebbrezza. Per quel che riguarda invece la produzione di radicali liberi e di stress ossidativo, tipici del metabolismo intraepatico dell'etanolo ciò che conta è la quantità complessiva e non la velocità di assorbimento.

 

Meglio bere vino e birra che superalcolici.
Per la loro bassa concentrazione di alcol, ma soprattutto per le loro modalità di consumo come alimento che accompagna un pasto, vino e birra sono le bevande alcoliche da preferire. Con i superalcolici infatti è più facile l'eccesso e il consumo fuori pasto, voluttuario. L'elevata concentrazione di alcol nei superalcolici, inoltre, può causare più facilmente irritazioni al cavo orale e al sistema digerente, come reflusso gastro-esofageo e irritazione della mucosa dell'intestino. Qualora tuttavia anche vino e birra vengano consumati al di fuori dei pasti e in modalità inopportune non si può parlare di consumo responsabile.

 

Il vino rosso contiene antiossidanti?
Negli ultimi tempi i mass media hanno parlato troppo e spesso a sproposito delle sostanze antiossidanti e protettive contenute nel vino rosso, soprattutto il resveratrolo. Anche se è vero che questo tipo di composti ha dimostrato azione protettiva nei confronti di molte malattie in provetta e in alte concentrazioni, queste condizioni non possono essere irportate all'uomo, al quale servirebbe qualche migliaio di litri di vino al giorno per raggiungere concentrazioni ematiche tali da poter esercitare i loro effetti. Che sia bianco o rosso quindi non fa differenza alcuna dal punto di vista della salute, ma ciò che conta è la quantità di alcol che le bevande alcoliche apportano, indipendentemente da quali esse siano. Chi è astemio, quindi, continui ad esserlo e non cominci a bere in virtù delle promesse qualità protettive.

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