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Troppo spesso per dare sapore ai piatti abbondiamo nell'uso di sale o condimenti salati, che a lungo andare possono provocare problemi di salute, come l'ipertensione e alcune malattie del cuore e della circolazione sanguigna. Mangiamo infatti molto più sale - e quindi molto più sodio - del necessario. Nel cibo che mangiamo c'è già tutto il sodio che ci serve.

 

Usiamo troppo sale, e questo fa male

Il sodio è un elemento essenziale per il nostro organismo. Quello naturalmente contenuto negli alimenti è sufficiente per le nostre necessità (che corrispondono a 0,1 - 0,6 g di sodio al giorno). In genere, invece, aggiungiamo sale (ovvero cloruro di sodio) ai cibi che prepariamo e che mangiamo. Un cucchiaino di sale corrisponde a circa 6 grammi di sale e ogni giorno assumiamo circa 10 g di sale, cioè 4 g di sodio.

Quasi dieci volte in più di quello che ci serve!
Se la nostra alimentazione è troppo ricca di sodio, aumenta il rischio di ipertensione arteriosa, ma anche di malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, soprattutto nelle persone predisposte a queste malattie. Ma non è tutto: a un impiego di sale più alto è associato anche un rischio più elevato di tumori dello stomaco e un aumento di perdita di calcio con le urine, che può aumentare il rischio di osteoporosi.

 

C'è già sale negli alimenti. Più di quanto immaginiamo.

Le fonti di sodio nella alimentazione di tutti i giorni sono molte: ne troviamo ad esempio negli alimenti allo stato naturale (acqua, frutta, verdura, carne, ecc.) e nel sale aggiunto ai piatti cucinati di tutti i giorni. La fonte principale, però, sono i prodotti trasformati (ad esempio pane, prodotti da forno, olive, prosciutto, cereali per la colazione). Questi alimenti vengono salati durante i processi di produzione, trasformazione o conservazione industriale, e alla fine contengono molto più sale di quello che possiamo immaginare: 4 cucchiai di cereali da prima colazione contengono più sale di un sacchetto da 25 g di patatine! Altri alimenti ricchi di sale sono i "conservati" come gli insaccati, i formaggi e le conserve di pesce (es. tonno). Anche alcuni condimenti, come il dado da brodo, il ketchup o la salsa di soia, utilizzati in sostituzione o in aggiunta al sale, sono ricchi di sodio.
Frutta e verdura, al contrario, sono i cibi a più basso contenuto di sodio, ma ad alto contenuto de suo antagonista potassio.

 

Educhiamo il nostro gusto. Piano piano ci abitueremo a mangiare meno salato.

Anche se abbiamo sempre mangiato salato, possiamo abituarci alla riduzione del sale, sia a tavola sia in cucina. Basta farlo gradualmente. Per rendere i cibi saporiti possiamo utilizzare di più le spezie (peperoncino, curry, noce moscata, zafferano, ecc.), le erbe aromatiche (aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, maggiorana, origano, sedano, ecc.), l'aceto e il succo di limone. Dovremmo invece limitare l'uso di dadi da brodo, senape, salsa di soia, e ketchup, che sono ricchi di sale.
Nel giro di qualche mese, il consumo di cibi meno salati non sembrerà più un grosso sacrificio, ma al contrario sembreranno troppo saporiti quelli cui eravamo abituati prima.

 

Meglio usare il sale iodato

In commercio ci sono vari tipi di sale, tra cui quello marino (ricavato dall'acqua di mare) oppure il salgemma, estratto dalle miniere. Entrambi sono raffinati e contengono alla fine solo cloruro di sodio. Esiste poi il sale dietetico, che contiene meno sodio (una parte del cloruro di sodio è sostituita dal cloruro di potassio) e dovrebbe essere usato da chi ha problemi di ipertensione ma non riesce proprio a eliminare la saliera.
La scelta migliore è il sale iodato, che è un sale al quale è stato aggiunto dello iodio, ma che ha lo stesso sapore di quello comune. Il sale iodato è consigliato dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità e dal Ministero della Salute, per prevenire la carenza di iodio diffusa nel nostro paese. Questo non vuol dire che di sale iodato ne possiamo o dobbiamo usare di più: la regola è di ridurre il più possibile la quantità di sale, ma che quel poco che si usa sia iodato.

 

Altri trucchi per mangiare meno sale

Per un intelligente consumo di sale, è utile attenersi ad alcuni accorgimenti, come non aggiungerne nelle pappe dei bambini almeno per il primo anno di vita, limitare l'uso di condimenti alternativi contenenti sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, ecc.), consumare solo occasionalmente gli alimenti trasformati più ricchi di sale (snack salati, patatine in sacchetto, formaggi) e reintegrare con semplice acqua la perdita di liquidi in seguito ad una moderata attività fisica.

Come funziona
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