Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
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Sugli scaffali di tutti i supermercati si può trovare una grande varietà di acque minerali (sono le acque oligominerali e medio minerali). La loro caratteristica fondamentale è che, a differenza di altre acque potabili, esse sono imbottigliate direttamente alla fonte, senza subire trattamenti di alcun tipo: sono cioè perfettamente igieniche e potabili già al loro sgorgare. Non c'è tuttavia motivo di preferirle a quella del rubinetto, a parte l'eventuale gusto personale.
Ci sono poi acque con una distribuzione più limitata o acque che si trovano nelle aree termali (acque ricche di sali minerali). Queste ultime sono diversissime tra loro per composizione chimica: la quantità e i tipi di sali disciolti variano da acqua ad acqua e conferiscono ad esse diverse proprietà, spesso utili per la nostra salute.


Non c'è alcun reale motivo per bere acqua minerale.
L'Italia è ai primi posti in Europa per consumo di acque minerali, anche se non esistono motivi igienico-sanitari per preferirle alle acque potabili. Nonostante il costo più elevato e la evidente scomodità dell'approvvigionamento, però, i consumatori sembrano prestare orecchio alle massicce campagne pubblicitarie intraprese dai produttori, che puntano sulle presunte virtù benefiche delle loro acque. Sebbene i consumatori nutrano paure (a volte comprensibili) nei confronti dell'inquinamento agricolo o industriale delle falde acquifere superficiali, non esiste alcun valido motivo, a parte il gusto, per preferire acqua imbottigliata.

 

Calcio a parte, qualsiasi acqua minerale va bene.
Se decidiamo di acquistare acqua minerale, liscia o gassata non importa, possiamo scegliere l'acqua che preferiamo in base al gusto. Non esistono altri motivi per preferire un tipo di acqua piuttosto che un altro, ad eccezione del contenuto in calcio. Infatti, laddove non sia possibile assumere adeguate quantità di latte e derivati, le acque calciche (cioè quelle ricche di calcio) hanno dimostrato di essere dei validi supporti in queste situazioni. Infatti, il calcio di queste acque minerali è facilmente assimilato dall'organismo, quasi come quello dei latticini, e può aiutare a prevenire la perdita di calcio dalle ossa, e quindi l'osteoporosi.

 

Come si classificano le acque minerali naturali.

Ci sono diversi modi per classificare le acque minerali e uno dei più usati è quello che prevede la distinzione in base alla quantità di sali disciolti in esse (espressi come residuo fisso):

  • acque minimamente mineralizzate: con residuo fisso è inferiore a 50 mg/l.
  • acque oligominerali (o leggermente mineralizzate): sono quelle che indichiamo comunemente sotto il nome di "acqua minerale", rappresentano circa il 65% del mercato ed hanno un residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l.
  • acque ricche di sali minerali: con residuo fisso è superiore a 1500 mg/l. Sono le tipiche acque termali, acque cioè spesso prescritte da un medico per la terapia di particolari condizioni.

Il contenuto in minerali speciali.
Molte acque possono avere un ruolo anche importante per la copertura di specifici fabbisogni in determinate condizioni. Alcuni componenti possono dare un particolare pregio all'acqua, mentre altri componenti è bene siano presenti a basse concentrazioni.

 

I componenti positivi:

Fluoro. Le acque fluorate possono essere importanti per il corretto sviluppo dello smalto dei denti nei bambini: generalmente le acque italiane sono particolarmente povere di fluoro e può rendersi necessario, su indicazione del pediatra, il ricorso a una integrazione di fluoro o tramite supplemento o tramite un'acqua contenente naturalmente fluoro. Un'acqua con contenuto di fluoro compreso tra 0.5 e 1.0 milligrammo/litro, in situazioni nelle quali l'acquedotto comunale non ne assicuri la corretta quantità, può essere un importante strumento preventivo nei confronti della carie e di altre problematiche dentarie legate alla carenza di questo elemento. Se un'acqua con quantità inferiori può esporre a carenze di fluoro, un'acqua con quantità superiori può tuttavia portare a fluorosi, condizione altrettanto patologica per la crescita dei denti.

Sodio. Contrariamente a quanto viene propagandato, l'acqua non è una fonte importante di sodio e nella scelta di un'acqua si può non tenerne conto, a meno che non si tratti di un acqua che ne contenga più di 200 mg/L.

Calcio. Abbiamo già detto che il calcio dell'acqua è facilmente assimilabile, ma vale la pena aggiungere che un'acqua ricca di calcio non è un fattore che favorisca la formazione di calcoli, anzi si è potuto osservare che la terapia della calcolosi renale può avvalersi addirittura di un'acqua ricca di calcio, poiché altri sono i fattori che fanno precipitare il calcio a livello renale.

Ferro. Alcune acque (ferruginose) contengono una buona quantità di ferro, anche se con biodisponibilità non certo eccellente.


I componenti meno buoni e i contaminanti

Nitrati. L'acqua è una fonte di nitrati e anche nell'acqua minerale, se pur normata da ferree regole, se ne possono trovare. Il pregio di avere un'etichetta di riferimento è la possibilità di poter scegliere l'acqua anche in base alla presenza di questi contaminanti.

Pur non indicati in etichetta, alcuni metalli tossici come l'arsenico, il cadmio, il cromo, il mercurio, il piombo, il rame, l'alluminio, il nickel non devono superare i valori di legge, altrimenti un'acqua non può essere commercializzata.

 

Come scegliere un'acqua: leggere l'etichetta

La normativa attuale prevede che in etichetta siano presenti le seguenti informazioni:

  1. "Acqua minerale naturale" con l'eventuale aggiunta di indicazioni riguardanti il livello di gassatura.
  2. La denominazione dell'acqua e il nome della località d'origine.
  3. I risultati dell'analisi chimica e fisico-chimica (aggiornati almeno ogni 5 anni).
  4. La data in cui sono state eseguite le analisi chimiche e il laboratorio che le ha eseguite.
  5. Il contenuto nominale del recipiente (che in Italia non può essere superiore a 2 litri)
  6. Il titolare del provvedimento di autorizzazione all'utilizzazione.
  7. Il termine minimo di conservazione.
  8. La dicitura di identificazione del lotto di produzione.

Tra gli elementi fisico/chimici caratterizzanti una determinata acqua minerale, alcuni non sono particolarmente utili al consumatore (conduttività), mentre altri possono indirizzare le scelte (residuo fisso, acidità e anidride carbonica presenti alla fonte).
Alcune acque particolarmente ricche di fluoro (contenuto superiore a 1,5 mg/L) devono riportare in etichetta, subito sotto la denominazione, un chiaro segnale di allerta per proteggere lattanti e bambini di età inferiore a 7 anni da una eccessiva esposizione al fluoro, che, così come una sua carenza, può dare patologie dentali.
Anche le acque che siano state sottoposte ad ossidazione con ozono devono riportare, accanto all'indicazione della composizione analitica, la seguente dicitura: "Acqua sottoposta ad una tecnica di ossidazione all'aria arricchita di ozono"


Qualche consiglio finale
Come accennato sopra, non esistono motivi igienico-sanitari per dare preferenza alle acque minerali piuttosto che all'acqua del rubinetto. Una recente indagine ha dimostrato che di fronte a caraffe anonime, meno di due consumatori su dieci riescono a riconoscere un gusto differente. Se scegliamo un'acqua minerale per le sue bollicine, ricordiamoci che anche l'acqua di rubinetto si può gassare con estrema facilità e minimo costo con apparecchiature domestiche.
Se comunque scegliamo acque in bottiglia, ricordiamoci di conservare la bottiglia sempre al riparo dalla luce e da fonti di calore, in luogo fresco, asciutto, pulito e privo di odori.
Una volta aperta, la bottiglia va richiusa con cura per mantenere le sue caratteristiche originarie.
Infine, al bar o al ristorante possiamo richiedere che la bottiglia ci venga presentata nella confezione originale, sigillata e che sia aperta davanti a noi.

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