Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali
mangiomeglio
chiedoemangio
somangiare
sobere
contoemangio
Sapermangiare in video
Per saperne di più

Per dimagrire davvero, cioè raggiungere il peso e giusto e mantenerlo, c'è solo una strada: le calorie introdotte mangiando devono essere meno di quelle consumate. Per conservare la salute bisogna anche assicurarsi che queste calorie vengano dalle fonti giuste: il 55-60 % dai carboidrati, il 15 % dalle proteine, e il 25-30 % dai grassi. In pratica, bisogna sempre mangiare di tutto, secondo le indicazioni della Dieta Mediterranea. Spesso, però, questo equilibrio non viene conservato nelle diete "alla moda", che, quindi, possono far male.


Diete iperproteiche: saziano di più, ma attenzione ai reni.

Le diete ipocaloriche iperproteiche prevedono poche calorie e molte proteine. Sostenendo che i carboidrati favoriscono l'accumulo di grasso perchè stimolano la produzione di insulina, che è l'ormone del pancreas che trasforma il glucosio (in energia se serve subito, o in grasso). In realtà, l'eccesso di insulina viene indotto dal sovrappeso, ovvero dall'elevato numero di calorie introdotte rispetto al basso numero di quelle bruciate, e quindi è il risultato della mancanza di attività fisica. E' vero che queste diete ci danno maggior senso di sazietà, a causa del maggior apporto proteico, ma è anche vero che l'elevata quota di grassi fa aumentare il colesterolo, che l'eccesso di proteine nell'organismo affatica i reni e impoverisce le ossa. Senza contare che, sul lungo periodo, anche la povertà in fibre, vitamine e minerali può essere dannosa.

 

Diete dissociate: quantità senza qualità.

Le diete dissociate partono dal presupposto che l'organismo assorbirebbe meno energia dai carboidrati quando questi sono assunti a distanza di tempo da proteine e grassi; in questi regimi alimentari, dunque, si può mangiare di tutto, in quantità, ma non all'interno dello stesso pasto. Dimenticando che praticamente ogni alimento è costituito da carboidrati, proteine e grassi, sia pure in percentuali diverse.
In effetti, se si dimagrisce è perché vengono ridotte le calorie, dal momento che complicando l'assunzione dei cibi attraverso la loro separazione e stabilendo degli orari precisi si riduce l'appetibilità dei pasti e quindi si favorisce il dimagrimento. Vengono però modificate in peggio le abitudini a tavola, alimentando l'illusione di poter mangiare i cibi "consigliati" senza limiti.

 


Alcune tra le diete più famose:

 

Atkins: probabilmente è la dieta più conosciuta, con basso contenuto in carboidrati e alto contenuto di proteine. In più, però, incoraggia il consumo di grassi (fino anche al 70-80%), provocando una sorta di intossicazione cronica, con relativa nausea, che consente di sfruttare l'effetto antiappetito. Sono vietati cereali e tuberi, ma anche legumi e latte, che contengono carboidrati in quantità estremamente limitata. E' un regime molto pericoloso, che sovraccarica i reni e costituisce un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e cancro, sia per l'elevato consumo di grassi, sia per il limitato apporto di vitamine, antiossidanti e fibra.

 

Montignac (o "dell'indice glicemico"): è una dieta dissociata, basata sulla teoria secondo cui in presenza di carboidrati "cattivi" i grassi si accumulano; per tale ragione devono essere scelti cibi con un basso indice glicemico. Alcuni carboidrati (come quelli della pasta, del pane e dei cereali per la colazione) sono consentiti solo se integrali e se conditi senza grassi. Le quantità totali sono illimitate e gli alimenti proteici possono essere cucinati con olio, burro o margarina. L'elevato apporto di fibra aiuta a mangiare meno, e quindi a dimagrire, poiché provoca un senso di pienezza, ma il dimagrimento avviene a scapito dei muscoli e quindi, finita la dieta, si recupera velocemente il peso iniziale. Come per la dieta Atkins, l'abbondanza di grassi può danneggiare le arterie e il cuore.

 

Ornish: Nasce come cura per le malattie cardiocircolatorie, e diventa poi un regime per la perdita di peso. E' in realtà una dieta vegetariana, che limita tutti i cibi contenenti colesterolo o grassi saturi. Limita, inoltre, l'alcool e gli zuccheri semplici (zucchero, miele) a favore invece degli zuccheri complessi (da legumi, cereali, ecc...). La dieta Ornish prevede il 10 % di grassi, il 20 % di proteine e il 70 % di carboidrati, accompagnati da 20-60 minuti di attività fisica giornaliera e anche da sessioni di meditazione. La caratteristica che la rende poco equilibrata riguarda la proibizione di noci e pesce, e l'introduzione invece di omega tre sotto forma di integratori. Per la limitazione al consumo di carne, potrebbe anche provocare una carenza di ferro.

 

A punti: ideata negli anni 70, non tiene conto delle calorie, ma assegna un punteggio ad ogni alimento (molto basso a grassi e proteine ed elevato ai carboidrati); ogni giorno non va superato un certo punteggio. Secondo il suo fondatore, la riduzione dei carboidrati innesca un meccanismo di riduzione dell'insulina e quindi una più facile riduzione del grasso corporeo. L'eccesso di grassi, però, innalza il colesterolo, mentre l'eccesso di proteine porta alla produzione di urea e quindi a un aggravio renale. La scarsa presenza di frutta e verdura può provocare carenza di minerali, vitamine e fibra.

 

Zona: dieta basata sul basso, se pur non nullo, apporto di carboidrati, e quindi sul controllo della secrezione dell'insulina. Secondo le sue indicazioni, infatti, le calorie assunte devono provenire per il 40% dai carboidrati, il 30% da proteine e il restante 30% da lipidi. Ha il merito, rispetto ad altre diete, di porre l'accento sull'importanza di una regolare attività fisica, per facilitare il dimagrimento, e sull'assunzione degli acidi grassi omega 3. Non esistono, però, studi controllati che ne dimostrino l'efficacia; probabilmente la perdita di peso deriva semplicemente dal basso apporto di calorie totali. Anche in questo caso, l'elevato apporto proteico può comportare un danno renale, soprattutto sul lungo periodo.

 

Scarsdale: va eseguita per un periodo limitato di 14 giorni; consente alcuni alimenti e ne vieta altri (pane bianco, dolci, legumi, alcool), tutto secondo un piano restrittivo estremamente dettagliato (al massimo 1000 Kcal al giorno). Il dimagrimento avviene essenzialmente a discapito dei muscoli, dunque, finita la dieta, si riacquista velocemente peso. E' una dieta molto sbilanciata, perché mancano del tutto i grassi da condimento e i latticini, ma in così poco tempo non può provocare danni rilevanti, e le carenze di minerali e vitamine possono essere rapidamente recuperate. E' importante, quindi, che non si superino i 14 giorni indicati

 

Weight Watchers: nata negli anni 60, è una dieta ipocalorica che va eseguita per un periodo minimo di tre settimane. Fonda il suo successo sull'aspetto psicologico che la caratterizza: vengono, infatti, proposte delle riunioni settimanali dove ognuno può esporre difficoltà e successi, garantendo così solidarietà e spirito di emulazione da parte del gruppo. Ulteriore punto di forza è che sono consentiti tutti gli alimenti. E' una dieta equilibrata, ma può risultare costosa perché tende ad utilizzare alimenti light prodotti dalla stessa organizzazione.

 

Del minestrone: propone di mangiare per almeno sette giorni zuppa di cavolo, che contiene poche calorie, consentendone un consumo illimitato (nella convinzione che più se ne assume, più si dimagrisce). Come tutte le diete in cui si mangia un unico alimento, ma a volontà, è ovviamente un'alimentazione molto sbilanciata, che può portare a gravi carenze se seguita per più giorni.

 

Vegetariane strette (o vegan): vedi alimentazione vegetariana.

 

Mediterranea: vedi Dieta mediterranea

Come funziona
Se leggi la scheda con attenzione, imparerai tutto quello che è veramente importante sapere sull’argomento. E solo quello.
CREDITS | CONTATTACI
Aut. SIAE n. 1647/I/ 1697